Mark Twain, Capitan Tempesta
Mark Twain, Capitan tempesta, il ranocchio saltatore e altri racconti, Guida Editori 1984, pp. 225
Mark Twain, Capitan tempesta, il ranocchio saltatore e altri racconti, Guida Editori 1984, pp. 225
Rileggere Twain, attraverso un'antologia come questa, che raccoglie alcuni dei pezzi più celebri del suo repertorio, in parte significa ritrovare conferma di una verve comica spesso travolgente, in parte significherà forse la scoperta di uno spessore formale insospettato. Infatti, sono tutte scritture fatte a partire da altre scritture, parodie di altri linguaggi e di altre forme, spesso viete o irritanti, che Twain trascina fino all'estremo, facendone esplodere i poveri artifici in una pirotecnica sagra del grottesco. Quando poi non c'è la deformazione caricaturale di codici ingenui, c'è il colloquio brioso con i grandi padri dell'umorismo europeo, da Swift a Sternek, fino a Dickens, di cui Twain reinterpreta gli stili, facendo loro da ponte verso le nuove forme, tra surreali e illogiche, dell'uomorismo novecentesco. In entrambi i casi, sarà un incontro fatto di riconoscimenti e di sorprese.